IL PROGETTO RUZZO RETI NETWORK

La Ruzzo Reti S.p.A ha deciso di investire nella realizzazione di una rete wireless che in prima istanza mettesse in collegamento le sedi dei Comuni Soci ancora privi di connettività.
La creazione di un’infrastruttura Wireless, per erogare Internet e servizi aggiuntivi a “banda larga” (
ADSL) ha permesso già a molti Comuni della provincia di Teramo di superare il fenomeno del "digital divide", che discrimina ancora gran parte del territorio non raggiunto dalla connettività.
I primi e più immediati beneficiari della nuova infrastruttura sono stati i
Comuni Soci della Ruzzo Reti S.p.A., sia dal punto di vista economico che da quello della qualità dei servizi offerti, inoltre diversi Comuni localizzati nelle zone montane hanno risolto il problema del decentramento geografico.
La realizzazione di reti e infrastrutture wireless permette di integrare le realtà territoriali ancora prive di connettività e può dar corso al successivo sviluppo di servizi e applicativi (come il telelavoro, la telemedicina, i sistemi di controllo del traffico), tesi a migliorare le performances dei Comuni interessati con l'aiuto delle tecnologie dell'informazione.
La tecnologia wireless, grazie alla notevole riduzione d’impatto ambientale che la contraddistingue, oltre a favorire lo sviluppo di aree montane, può essere impiegata per la tutela paesaggistica, archeologica e naturalistica, di aree spesso carenti di qualsiasi forma di telecomunicazione e servizi.
Il passo successivo della Ruzzo Reti S.p.A è stato quello di studiare un piano di estensione locale e potenziamento dell’ infrastruttura wireless privata, in conformità a tutte le normative europee ed italiane in materia di privacy, impatto ambientale e potenza di emissione delle antenne installate.
Attraverso
Ruzzo Reti Network si intende rafforzare il modello sociale europeo centrato sul cittadino per contribuire a superare le barriere di tipo socio-economico, fisico, di istruzione, geografico, legate all’età, alla lingua, culturale, collegate al genere o altro, ed evitare nuove forme di "esclusione digitale".